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Lo "tsunami" digitale arriva nel settore del commercio

La digitalizzazione incomincia a cambiare sempre più radicalmente i profili professionali. Il settore del commercio ne è molto toccato e ha bisogno di una formazione adeguata.

Giorno per giorno, negli uffici viviamo nuovi processi di digitalizzazione, vengono automatizzati soprattutto dei lavori ripetitivi e di routine. Nel settore della vendita la clientela più giovane sceglie e compera la merce sempre più spesso online, mentre il bisogno di consulenza personale nei negozi sembra diminuire.
I campi d’attività per gli impiegati incominciano a cambiare, per questo motivo la Società degli impiegati del commercio ha creato un “Tavolo di lavoro del commercio” insieme alla Scuola Cantonale di Commercio e alla SUPSI. Lo scorso 9 ottobre è stato svolto un evento dedicato alle nuove sfide professionali e della formazione.

Provare a gestire il cambiamento

„Anche la formazione commerciale e della vendita si trova nell’era digitale ed è importante provare a gestire questo cambiamento tecnologico, identificare i nuovi bisogni e integrarli nella formazione“, ha constatato Claudio Moro, presidente del comitato della Società degli impiegati del commercio – sezione Ticino (SIC Ticino).
Moro ha aperto lo scorso 9 ottobre alla Scuola cantonale di commercio a Bellinzona (SCC), insieme al direttore della scuola Adriano Agustoni, la giornata dedicata a questa tematica. Il titolo dell’evento era „La formazione nelle professioni del commercio e della vendita nell’era digitale: spunti di riflessione e opinioni a confronto”.

Il Tavolo di lavoro

Nel 2017 SIC Ticino e la Scuola cantonale di commercio hanno deciso di rilanciare e di approfondire il tema tramite un “Tavolo di lavoro delle professioni del commercio e della vendita in Ticino” che ha visto la partecipazione dei principali stakeholder economici e istituzionali nell’ambito delle professioni del commercio e della vendita. Da subito è stata coinvolta anche la SUPSI.

“Dobbiamo cogliere la sfida della trasformazione digitale, altrimenti tutto sarà peggio per la formazione e gli impiegati del futuro – perciò abbiamo creato il Tavolo di lavoro del commercio”, ha ribadito il direttore della SCC Adriano Agustoni.

La creazione di tale gruppo di lavoro era necessaria anche per la quantità delle persone interessate: circa la metà delle diecimila persone che frequentano annualmente i corsi della formazione continua vengono dai settori del commercio e della vendita, come ha ricordato alle persone presenti all’evento Oscar Gonzalez, direttore aggiunto della Divisione della formazione professionale del Cantone.

Il lavoro del tavolo, attraverso workshop interni e incontri di approfondimento con responsabili delle risorse umane, studenti e docenti ha portato alla determinazione di cinque campi d’intervento e alla definizione di misure che toccano non solo i contenuti della formazione del commercio e della vendita, ma anche i modelli didattici.

Discussione sulle misure proposte

I campi d’intervento e le misure sono state presentate e discusse nell’ambito dell’evento pubblico dello scorso 9 ottobre. Il professor Siegfried Alberton del Dipartimento scienze aziendali e sociali della SUPSI, che ha presentato i risultati emersi dal Tavolo di lavoro, ha ribadito che questo evento aveva lo scopo di validare, aggiungere e modificare le misure identificate attraverso presentazioni, lavori in workshop e discussioni interattive.

Molti rappresentanti del mondo della formazione, dell’economia e delle associazioni imprenditoriali attivi nel settore del commercio e della vendita, compresi gli studenti, hanno partecipato alla giornata tematica e di workshop.

Il modello “T shape”

Una cognizione importante che è scaturita durante la giornata concerne la dimensione delle conoscenze. Bisogna costruire basi solide e utili per lo sviluppo professionale che va ben oltre la formazione di base.

La formazione generalista deve essere accompagnata da un servizio d’orientamento che aiuti i ragazzi a fare, in seguito, scelte professionali più specialistiche. In altre parole, la scelta della formazione commerciale non deve essere vincolata strettamente alla professione dell’impiegato del commercio e della vendita.

È proprio questo il concetto del modello „T shape“ che SIC Ticino ha già tematizzato in passato e di cui ha parlato durante l’evento dello scorso 9 ottobre Matthias Mölleney, uno dei relatori invitati.

Mölleney ha lavorato 20 anni per la compagnia aerea tedesca Lufthansa, per poi diventare nel 1998 capo del personale di Swissair, Centerpulse e Unaxis.
Dal 2010 è direttore del Center for Human Resources Management & Leadership alla Scuola Superiore per l'Economia di Zurigo (HWZ). Mölleney ha presentato uno studio esplorativo dell’HWZ e del Think Tank Turgovia dell’anno 2016 che concerne la digitalizzazione e il futuro delle carriere commerciali e che richiede delle competenze secondo il modello “T shape”.

Generalisti con specializzazione

Secondo Matthias Mölleney è necessario adattare la formazione commerciale all’effetto “tsunami” della digitalizzazione che rende la pressione sui costi uno dei principali fattori trainanti della digitalizzazione – le attività di routine saranno automatizzate in futuro. In questo contesto, è necessario trovare un equilibrio tra formazione generalista e specializzazione.

In futuro la specializzazione dovrà essere intesa non tanto in termini di conoscenze industriali, quanto piuttosto come una specializzazione professionale mutevole. Dunque, quello che implica il modello “T shape” delle conoscenze equilibrate per il settore commerciale sono dei generalisti con specializzazione.

Dello stesso avviso è anche Daniele Sartori, capo della sezione dell’insegnamento medio superiore del Cantone: solo colui che dispone di conoscenze di generalista, che inoltre sono vicine alle richieste concrete delle aziende, troverà più facilmente un nuovo posto di lavoro.

Una linea orizzontale e una verticale

La barra orizzontale della T rappresenta l’ampiezza delle conoscenze generali e interdisciplinari che il collaboratore è capace di applicare in diverse situazioni concrete del suo lavoro. Queste conoscenze gli consentono di rimanere ben preparato per il futuro.

D’altra parte la linea verticale della T rappresenta le specifiche conoscenze in una certa disciplina e le rispettive capacità funzionali – in altri termini le capacità di un esperto. La digitalizzazione impone di adattatare e aggiornare sempre più velocemente queste competenze. Occorre quindi regolarmente modificare, ricalibrare e individualizzare ogni dimensione del modello T shape, sulla base degli sviluppi che intravvediamo oppure che solamente immaginiamo.

I cosiddetti “portfolioworker”

Come Mölleney ha aggiunto, in futuro le forze lavoro saranno sempre più basate su progetti e lavoreranno in maniera quasi autonoma. Si tratta dei cosiddetti "portfolioworker" che grazie a queste evoluzioni possono sfidarsi e svilupparsi personalmente. Tuttavia, ciò richiede che sia le imprese che gli istituti di formazione creino offerte per lo sviluppo socialmente sostenibile di questi portfolioworker.

I dipendenti che avranno maggiori difficoltà ad affrontare le dinamiche e le incertezze avranno bisogno di sostegno per il proprio sviluppo. In questo processo di accompagnamento sono chiamati in causa gli istituti di formazione.

Le tecnologie digitali

Quindi cosa devono fare gli impiegati del commercio e della vendita concretamente? Un’altra cognizione importante che è emersa durante la giornata tematica dello scorso 9 ottobre concerne proprio l’aspetto dell‘aggiornamento continuo dei contenuti tecnici.

La formazione commerciale e della vendita dovrà in futuro promuovere e incentivare l’aggiornamento continuo dei contenuti tecnici, l’introduzione di nuovi temi e metodologie didattiche innovative, per preparare i giovani in formazione ad un mondo del lavoro sempre più digitalizzato. Ciò significa allargare lo spettro delle materie tecniche (oltre all’informatica tradizionale) e introdurre inoltre, progressivamente e in modo trasversale, nelle diverse materie curriculari, le tecnologie digitali.

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