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Una formazione più vicina alla realtà

In questi tempi di trasformazione gli impiegati del commercio e della vendita dovranno superare diverse sfide. La formazione generalista, il pensiero imprenditoriale e la vicinanza alle aziende, svolgono un ruolo di fondamentale importanza, constatano i due Consiglieri di Stato Christian Vitta e Manuele Bertoli.

A causa della digitalizzazione, il settore commerciale e in primis la vendita vedranno grandi cambiamenti. E proprio la vendita online sarà una delle sfide più importanti: è questo il punto di vista del Consigliere di Stato Christian Vitta, capo del Dipartimento delle finanze e dell’economia.

Vitta si è espresso in tal senso durante un evento tematico dello scorso ottobre, svolto da SIC Ticino, dalla Scuola Cantonale di Commercio (SCC) e in collaborazione con la SUPSI. La giornata tematica dedicata alle nuove sfide professionali per gli impiegati del commercio e della vendita – e alla questione di come bisogna adattare la relativa formazione.

Ordinare e pagare tramite il cellulare

Quali saranno i cambiamenti, per esempio nel settore della vendita? Secondo Vitta la vendita online dominerà sempre di più: i punti di vendita fungeranno da spazi espositivi con possibilità di consulenza, mentre l’ordinazione e il pagamento si svolgeranno in un secondo momento tramite il cellulare. A questo scenario si aggiunge anche l’installazione di box sparsi per il paese in cui vengono depositate le merci pronte per il ritiro a qualsiasi orario del giorno.

Nell’intero settore commerciale ci saranno dei computer che fisseranno degli appuntamenti con i clienti e svolgeranno dei semplici lavori di routine come la fatturazione o la contabilità. Oltre a ciò spariranno, a causa dell’uso del cellulare sempre più ampio, gli sportelli per la clientela, mentre la consulenza personalizzata svolta dagli impiegati verrà rafforzata.

Stando al Consigliere Vitta questo sviluppo è già in corso e deve essere affrontato seriamente. E dato che proprio i negozi più piccoli ne soffriranno notevolmente, bisogna intervenire a favore di questi al più presto possibile.

Professioni che non esistono ancora

Vitta ha parlato di una futura realtà abbastanza impressionante: il 65% dei neonati di oggi svolgeranno delle professioni che non esistono ancora. È imprescindibile adattare il più presto possibile la formazione, questa deve fornire ai nostri giovani un'ampia “cassetta degli attrezzi”. Ma questo non basterà per l'intera carriera professionale: La professione deve essere arricchita in maniera permanente tramite la formazione continua, visto il rapido sviluppo tecnologico.

Questa frenesia dell’innovazione sorprende molti e potrebbe travolgerli. Bisogna quindi sempre alimentare le proprie conoscenze, avverte il Consigliere di Stato. Secondo le sue parole ci vuole una rinnovata cultura imprenditoriale – e occorre farla nascere già nelle teste dei giovani che si trovano in formazione.

Incentivare l’atteggiamento imprenditoriale

L’evento durante il quale Vitta ha presentato le sue considerazioni, si è basato sulle cognizioni del gruppo “Tavolo di lavoro delle professioni del commercio e della vendita”, istituito nel 2017 da SIC Ticino e dalla SCC (veda il resoconto principale nella Newsletter di novembre). Lo scopo era di fornire diversi suggerimenti concernenti la domanda in quale senso i campi d’attività commerciale incominciano a cambiare.

I lavori del Tavolo hanno portato alla definizione di misure di sensibilizzazione e alla definizione di cinque campi d’intervento. E proprio i fattori dell’atteggiamento imprenditoriale e della formazione di generalista si rivelano come due momenti importanti anche dal punto di vista del Tavolo di commercio: la formazione di domani dovrà favorire e promuovere lo sviluppo di una serie di attitudini e un modus operandi caratterizzati da creatività, da resilienza, da tenacia, da progettualità e da gusto per il rischio.

Una formazione molto specifica non aiuta

Al direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Bertoli piace il concetto di impiegato del commercio che deve ricevere una formazione generalista: una formazione troppo specifica non faciliterà la futura ricerca di un posto di lavoro nel contesto dei cambiamenti sempre più rapidi. Perciò già la formazione nella scuola obbligatoria deve essere allestita in modo notevolmente generalista. Riguardo all’atteggiamento imprenditoriale, che secondo Bertoli non è così facilmente trasmissibile, ci vuole un'intensa vicinanza alla realtà economica.

I docenti diventano dei coach

Il Consigliere di Stato Bertoli tiene molto alla formazione dei docenti stessi. La formazione continua in tal senso è un elemento centrale anche della formazione per i docenti. È fondamentale per garantire che i professionisti dell'insegnamento siano debitamente supportati e possano acquisire i mezzi necessari a rispondere adeguatamente alle mutevoli esigenze della scuola e della società.

È quanto suggerisce anche il gruppo del Tavolo di lavoro, sintetizzando quanto segue: “L’efficacia della formazione di domani passa dalla formazione di base e dall’aggiornamento continuo dei formatori. Deve fornire loro le competenze ricercate dal mercato, nella consapevolezza che il ruolo del docente sta evolvendo da dispensatore di sapere a coach accompagnatore nella co-costruzione di conoscenze e competenze.”

Vicini ai bisogni dell’economia

Per l’incentivazione sia della futura formazione generalista sia di quella dei docenti il Governo ticinese prevede un contributo di 47 milioni di franchi per i prossimi 5 anni. In quanto alla formazione continua Bertoli ha ribadito che questa dovrà essere legata al mondo reale delle aziende. In tale maniera il mondo della formazione sarà capace di percepire al meglio i bisogni dell’economia e quindi percepire il sorgere dei nuovi profili professionali.

Anche il gruppo del Tavolo di lavoro è della stessa opinione: “La formazione futura dovrà essere sempre più vicina alle aziende. Sarebbe da sviluppare attraverso approcci innovativi che integrino le attività aziendali e formative. Questo dialogo bidirezionale deve toccare sia i contenuti (le materie o gli approfondimenti), sia le modalità didattiche (simulazioni, attività in azienda, testimonianze a scuola, analisi di casi pratici reali, ecc.).”

Centri commerciali – centri d’incontro

Ci vuole una permeabilità reciproca, ha ribadito il direttore della Camera di commercio Luca Albertoni, un ulteriore oratore invitato alla giornata tematica organizzata da SIC Ticino e SCC. Secondo Albertoni è difficile per la scuola essere subito al passo con quello che richiede il mercato del lavoro. D'altra parte molti strumenti che concernono l'apprendistato vengono ignorati da diverse aziende. Quindi ci vuole un'ulteriore apertura sia verso nuovi canali di apprendimento sia verso la formazione continua.

Anche la formazione continua è importante per le ditte, ha spiegato Albertoni. Questo perché cambiano le esigenze strutturali: per esempio i centri commerciali si stanno trasformando in centri d'incontro con offerte non puramente legate alla vendita. Quindi emergono nuovi aspetti per gli impiegati del commercio e della vendita non soltanto in ambito informatico.

Autore: Peter Jankovsky, SIC Ticino

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