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Le forme di lavoro flessibile

La giornata lavorativa di otto ore è sempre meno diffusa. Oggigiorno vengono sovente applicati simultaneamente diversi modelli di lavoro.

Un nuovo modello di lavoro che salta all’occhio è il “crowdworking”. Nel contesto di questo modello lavorano delle persone che ricevono tramite internet degli incarichi da svolgere – tali persone vengono denominate “crowdworker”. La richiesta di questo tipo di lavoratori è in costante aumento. Secondo un’indagine dell’Organizzazione internazionale del lavoro ILO già più di 30 milioni di persone si sono iscritte sulle 11 maggiori piattaforme di crowdsourcing e la tendenza è al rialzo. Il rapporto tra datore di lavoro e collaboratori è interamente anonimizzato. Un crowdworker non gode di sicurezza sociale, e l’obbligo di tutela non è vincolante per il datore di lavoro. Nel seguente articolo presentiamo le più importanti forme di lavoro flessibile:

Il job-sharing

Un impiego viene ripartito tra due o più persone. Quando in questo contesto viene menzionato il “top-sharing”, si tratta di un posto di lavoro a livello manageriale.

Il lavoro a tempo parziale

Quando un impiegato lavora a una percentuale inferiore al 100% si parla di lavoro a tempo parziale. La riduzione corrispettiva può essere fatta per giorno, per settimana, per mese o per anno. Il lavoro viene svolto continuamente oppure a intervalli.

Il lavoro temporaneo

Si tratta di un impiego di durata limitata che viene offerto tramite un’azienda di servizi per il personale. Lo scopo è di superare una scarsità di personale.

Il lavoro su chiamata

In questa categoria rientrano impieghi di personale svolti su iniziativa del datore di lavoro condizionatamente al volume di lavoro necessario. Differenziamo il lavoro su chiamata con obbligo di compliance e senza obbligo di compliance.

Il lavoro freelance

Un freelancer lavora su incarico di uno o diversi mandanti, senza contratto di lavoro. È il freelance che deve sopportare ogni rischio economico e che si occupa di versare i propri contributi alle assicurazioni e agli istituti di previdenza professionale.

Il lavoro dall’esterno

I collaboratori che svolgono una parte del loro lavoro fuori ufficio, per esempio a casa (homeoffice), sul treno, in uno spazio di coworking o mentre si stanno spostando verso l’ufficio.

L’orario flessibile di lavoro

È un modello dall’era predigitale: gli impiegati devono essere presenti in ufficio durante gli orari fissi previsti dal datore di lavoro, ma possono suddividere il loro tempo lavorativo liberamente, ammesso che rispettino gli orari prescritti. A condizione che venga rispettato il monte ore contrattuale.

L’orario di lavoro annuo

Le ore di lavoro da svolgere vengono ripartite su tutto l’arco dell’anno. Questo modello viene sempre più preferito sia dai dipendenti che dai datori di lavoro. Quest’ultimi possono adattare le singole azioni lavorative al volume degli incarichi e compensarne le fluttuazioni tramite la forza lavoro esistente.

L’orario di lavoro basato sulla fiducia

Prevale il raggiungimento dei compiti concordati e non il tempo di presenza dei collaboratori. Il tempo lavorativo non viene registrato. I collaboratori decidono autonomamente quando e dove svolgere il proprio lavoro.

Il crowdworking

Un cosiddetto "crowdworker" svolge il suo lavoro da qualsiasi parte del mondo e a qualsiasi orario. Egli riceve i suoi incarichi tramite internet da parte di aziende che suddividono i loro progetti e li aggiudicano ai crowdworker in forma di mini-incarichi.

Il coworking

Dei freelancer o delle piccole start-up lavorano insieme in grandi spazi aperti, nei cosiddetti coworking-spaces. Approfittano dell’infrastruttura comune e del know-how degli altri coworker. La permanenza in tali spazi è a tempo determinato e non è obbligatoria.

Autrice: Therese Jäggi, SIC Svizzera

SIC Ticino
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