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“L'impiegato sarà un intermediario interattivo”

Il mondo lavorativo dell’impiegato del commercio cambierà notevolmente – ma come?
Ne abbiamo parlato con Matthias Mölleney, direttore del Center for Human Resources Management & Leadership alla Scuola Superiore per l’Economia Zurigo (HWZ).

Signor Mölleney, come la digitalizzazione ha trasformato e trasformerà il settore commerciale?

Quello che è cambiato di più sono certi procedimenti. Pensiamo ad esempio ai sistemi di archiviazione: prima vi erano enormi scaffali pieni di incarti - oggi è quasi tutto su computer.

Quindi parla di un ufficio senza carta?

Grazie alle funzioni di ricerca elettronica tutti gli atti sono subito accessibili, non c’è più la lunga e complicata ricerca manuale. Questa tendenza si rafforzerà, e presto avremo davvero degli uffici e archivi completamente senza carta.

Quali sono secondo lei, all’interno del mondo commerciale, i settori o le mansioni maggiormente toccati dalla digitalizzazione?

Tutti i lavori di routine, per esempio quello che i computer svolgono perfettamente è l’elaborazione quotidiana dei file. Nel campo delle relazioni sociali e della comunicazione invece rimarremo ancora per un bel po’ molto più capaci dei computer.

La formazione commerciale deve diventare più generalistica

Quali influenze ha questa trasformazione sulla formazione commerciale?

La formazione commerciale deve essere digitalizzata molto di più e deve trasferire le conoscenze secondo il modello T-shape.

Potrebbe spiegarci brevemente questo modello?

La linea orizzontale della T rappresenta la formazione generalistica che trasmette le conoscenze dei diversi contesti in generale. La linea verticale della T rappresenta la specializzazione da fare.

E attualmente cosa incide di più?

Fino ad oggi la verticale veniva accentuata troppo - in futuro la linea orizzontale diventerà sempre più importante. La formazione commerciale deve diventare più generalistica, dall’altra parte deve garantire delle specializzazioni mirate.

"A 50 anni definirei di nuovo quali sono i miei punti di forza"

Quali sono le competenze chiave dell’impiegato di commercio 2.0 nel contesto di questo modello T-shape?

L’impiegato commerciale deve essere un intermediario interattivo: spiega il contesto, comunica - deve fungere da tramite tra l’intelligenza artificiale e il fruitore umano. Sarebbe ideale se le funzioni di tramite diventassero un tutt’uno. Ricongiungere i diversi ambiti, questa sarà la competenza basilare.

Cosa consiglierebbe al 50enne che è oggi alla ricerca di un nuovo impiego nel settore commerciale?

Chi sta cercando un impiego fisso nell’ambito commerciale deve parlare il linguaggio attuale del settore e confrontarsi con le innovazioni - anche a 58 anni bisogna imparare cose nuove. Un over 50 deve rimanere in contatto con le altre generazioni, con i più giovani e con i più vecchi per potersi orientare meglio.

Si tratta quindi di diventare un generalista?

A 50 anni definirei di nuovo, magari con un aiuto esterno, quali sono i miei punti di forza. Perché avrò delle chance professionali soltanto se posso applicare quello che padroneggio bene, tralasciando i miei punti deboli.

I docenti-coach devono contestualizzare il sapere

In un mondo che evolve con grande rapidità qual è l’importanza della formazione continua?

La formazione continua ci accompagnerà sempre. Lavoreremo e impareremo cose nuove contemporaneamente. I docenti saranno piuttosto dei coach e accompagnatori e in tale modo renderanno possibile un vero ed autentico apprendimento.

Significa che il solo trasferimento di conoscenze non basterà più.

Esatto: i docenti-coach devono evitare il mero trasferimento di conoscenze riuscendo a contestualizzare il sapere - altrimenti basterebbe Google.

Intervista: Peter Jankovsky

Intervista_Mölleney

Matthias Mölleney, direttore del Center for Human Resources Management & Leadership (HWZ).