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Anche la formazione continua sta cambiando

Poiché la digitalizzazione sta capovolgendo il mondo del lavoro, sono urgentemente necessarie nuove opportunità formative – intervista a Tanja Michel e Daniel Rigotti della KV Business School Zurich.


Quali sono le tendenze nella formazione continua?

Tanja Michel: La formazione continua dovrebbe avere una relazione diretta con il mondo del lavoro. Le persone sono in movimento in modo selettivo. Ottengono ciò di cui hanno bisogno in un corso di formazione continua: imparare su richiesta. Ciò è dovuto anche al fatto che molte persone non possono permettersi di assentarsi dal lavoro quotidiano per troppo tempo. Inoltre, la conoscenza diventa obsoleta più rapidamente rispetto al passato.

Daniel Rigotti: Le persone sono sempre meno disposte a investire molto tempo nella formazione continua.

Cosa significa per voi, come fornitori di corsi di formazione continua?

Michel: Dobbiamo offrire corsi di formazione professionali e orientati alla pratica, tenere conto dei cambiamenti sul mercato del lavoro e nell'economia e dimostrare la qualità dei nostri servizi. Ad esempio, i partecipanti vogliono sapere quanto vale un diploma.

“Gli Smart Camps sono una risposta ai cambiamenti nel mondo del lavoro.”

Da quest'anno iniziano i cosiddetti Smart Camps. Che cosa sono?

Rigotti: Gli Smart Camps sono una risposta ai cambiamenti nel mondo del lavoro. Con questo nuovo formato, siamo flessibili e possiamo reagire rapidamente ai nuovi sviluppi con una gamma adeguata di corsi di formazione continua. Iniziamo la serie con diverse offerte e diversi obiettivi come la leadership, la gestione dei progetti, l'ambiente di lavoro 4.0.

Michel: Gli Smart Camps sono caratterizzati da un insegnamento non convenzionale. Per esempio, nell'action learning, i partecipanti si incontrano in modo diverso che in classe. Si tratta di scambio e apprendimento esperienziale. Gli studenti sono molto attivi negli Smart Camps.

Il mondo del lavoro 4.0 sta cambiando rapidamente. Ma si sa veramente su quali elementi è necessario preparare le persone?

Rigotti: Questa è una sfida. Nei corsi di formazione, che costituiscono comunque la nostra attività principale, molto è dettato dalle linee guida o dai programmi quadro che a volte sono in ritardo rispetto allo sviluppo del settore. I docenti devono riconoscere questo aspetto: da un lato sono tenuti a trasmettere le materie rilevanti per gli esami, dall’altro è importante che integrino nell’insegnamento i contenuti d’attualità.

“Le persone over 45 tendono a frequentare seminari brevi che portano vantaggi diretti nel loro lavoro.”

I diplomi stanno perdendo importanza?

Rigotti: No, i diplomi restano importanti. Molti esperti di risorse umane affermano di prestare particolare attenzione alle competenze nella prassi d’assunzione, tuttavia, le qualifiche sono importanti affinché la propria candidatura venga presa in considerazione.

In che misura l'età svolge un ruolo nei progetti di formazione continua?

Michel: Molti dipendenti di una certa età sono confrontati con il fatto che ai “loro tempi” determinate formazioni e procedure di qualificazione non esistevano. Oppure non sono riusciti a conseguire un titolo professionale, vantando però una considerevole esperienza. Da qualche tempo, queste persone hanno tuttavia la possibilità di ottenere a posteriori un titolo.

Rigotti: Le persone di età compresa tra i 45 e i 60 anni sono di solito meno disposte a frequentare una formazione continua troppo lunga - anche perché la loro situazione professionale o finanziaria non lo permette. Oppure si chiedono: vale davvero la pena svolgere un altro paio di semestri di formazione continua? A cosa mi serve? Queste persone tendono a frequentare seminari brevi e specifici che portano vantaggi diretti nel loro lavoro quotidiano.

“L'apprendimento avviene soprattutto nel reale scambio tra persone.”

In quale direzione si sta sviluppando il perfezionamento professionale?

Rigotti: L'insegnamento individualizzato progredirà, mentre si assiste anche a un cambiamento di ruolo dei docenti, sempre più moderatori. L'interazione sociale, che è fondamentale per l'apprendimento, rimarrà un fattore cardine e le persone saranno importanti anche in futuro.

Michel: Più digitale è il mondo del lavoro, più forte è il desiderio per molte persone di incontrarsi. Si possono acquisire molte conoscenze su Internet, ma l'apprendimento avviene soprattutto nel reale scambio tra persone. L’essere umano è un essere sociale e questo non cambierà.

Intervista: Rolf Murbach, comunicazione SIC Svizzera

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