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La messa in situazione come pista didattica nelle APC

Come costruire un metodo didattico che abbia un impatto significativo sull’esperienza formativa che offriamo ai discenti? E come coinvolgerli maggiormente nel processo di apprendimento? Queste sono alcune delle domande che a giugno 2021 hanno spinto il team di formatori delle aziende di pratica commerciale, spronati anche dalle nuove sfide che ci porrà a breve la riforma, a progettare una specifica Messa in Situazione (MIS) per le classi di II AFC.

L’intento è stato quello di costruire una situazione aziendale ad hoc, che consentisse ai ragazzi di svolgere alcune attività pratiche utili per raggiungere gli obiettivi previsti dalla DAP e contemporaneamente per attivare quelle competenze interdisciplinari caratterizzanti il profilo professionale dell’impiegato di commercio.

È una giornata di lavoro qualsiasi. I collaboratori ricevono una mail in cui viene annunciata la decisione aziendale di “dislocare il magazzino” e vengono informati che il nuovo contratto di locazione verrà inviato via posta. Li si invita inoltre al kick-off meeting per coordinare al meglio il progetto. Cosa comporta questo cambiamento? Quali attività devono essere svolte, quali passi e, soprattutto, quali priorità darsi?

Prende così avvio la messa in situazione che coinvolge le persone in formazione in una serie di attività funzionali agli obiettivi concordati nella fase iniziale con il direttore: dal contratto di locazione, all’avviso di clienti, di fornitori, dei Comuni nonché dei collaboratori, passando per la gestione della posta, la preparazione del trasloco della merce (con i suoi aspetti di calcolo e con considerazioni in materia di modalità di trasporto ed imballaggio), fino alla riflessione sull’organizzazione degli spazi del nuovo magazzino, analizzando e confrontando le offerte ricevute da diversi mobilifici.

Attraverso l’integrazione tra l’attività pratica commerciale e la gestione di un progetto, la MIS, mantiene il focus sui processi aziendali, ma arricchisce l’esperienza con l’attivazione di competenze interdisciplinari quali l’individuazione di priorità, la pianificazione, la relazione con interlocutori differenti nonché con l’uso pensato di specifici strumenti aziendali. Nella MIS infatti, i ragazzi familiarizzano e usano attivamente sistemi come Teams, Outlook, Sage, sfruttando la rete Helvartis.

Come si può dunque denotare, il ruolo dei formatori si connota sempre di più come guida, coach che accompagna i ragazzi nello svolgimento delle attività, li sostiene e li orienta, lasciando però loro la libertà di agire, di misurarsi con le difficoltà e con gli errori, creando così una struttura che li faciliti e supporti nella comprensione del processo e che sia facilmente trasferibile in future esperienze lavorative.

Dopo un’iniziale fase di sperimentazione, la MIS è entrata a far parte del programma proposto alle II AFC nel corso dell’anno scolastico appena terminato. Ecco alcuni feed-back lasciati dai ragazzi:

“Mi ha aiutato nella gestione delle cose da fare e nell'organizzare i compiti con una scadenza, a lavorare in gruppo, collaborare e dividersi le attività tra i componenti”

​“Attività molto bella e interessante, in cui sbagliare è la chiave per capire meglio la situazione in cui potresti ritrovarti. Ciò che intendo dire è che sbagliando qui e facendoti capire gli errori, ma anche i procedimenti, ti porta a non sottovalutare niente”

​“Ho apprezzato molto il fatto che durante il kick-off ognuno poteva esprimersi come pensava e i formatori non ci dicevano corretto o sbagliato, ma facevano con noi un ragionamento che ci portava a trovare la soluzione”

Di Barbara Morotti