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Malattia e tempo lavorativo

Ogni impiegato talvolta è costretto ad essere assente per malattia o per altri imprevisti. Ma non sempre può considerare la sua assenza come tempo lavorativo.

39 gradi di febbre e voltastomaco – è chiaro, con questi disturbi un impiegato non può lavorare. E avrà tutta la comprensione del suo datore di lavoro, ma le situazioni di una assenza inaspettata non sono sempre così semplici e ovvie.

La maggior parte dei datori di lavoro si fida dei suoi collaboratori e richiede un certificato medico soltanto a partire dal terzo giorno di assenza. Nessuno vuole che un impiegato ammalato contagi i colleghi sul posto di lavoro. “Ma sostanzialmente il datore di lavoro può esigere un certificato già dopo un solo giorno di malattia – o potrebbe persino richiedere un controllo medico”, dice Sabrina Gremli del servizio di consulenza giuridica presso SIC Svizzera.

Non bisogna sempre stare a letto nel caso di una malattia. Proprio quando si tratta di problemi psichici – questi sono notevolmente in crescita e causano sempre più spesso delle assenze – il riposo a letto di solito non è la soluzione migliore. In questo contesto, delle passeggiate e delle attività culturali contribuiscono sicuramente al miglioramento della malattia. Secondo Gremli le attività che aiutano a guarire sono ammesse e quindi gli impiegati ammalati possono uscire di casa senza essere raggiungibili telefonicamente per il capo.

Parzialmente malato?

Gli impiegati diligenti tendono, malgrado la malattia, a rispondere da casa alle e-mail più importanti o a lavorare su progetti urgenti. Quando si tratta di un raffreddore l‘impiegato ammalato infatti può lavorare per qualche ora al giorno da casa. Ma non sempre questa buona volontà viene apprezzata: il datore di lavoro potrebbe pensare che l’ammalato non sia veramente infermo. „Parzialmente malato – questo stato di salute giuridicamente non esiste“, ribadisce Gremli. L’esperta sconsiglia quindi le attività di “home office” durante una malattia.

Se invece il superiore lo permette, è possibile che un impiegato si metta in malattia soltanto per mezza giornata e che lavori durante l’altra metà della giornata da casa. Tale situazione è giustificata per esempio quando un’impiegata si trova in gravidanza avanzata o quando i suoi figli sono ammalati, ma non hanno bisogno di una cura permanente da parte della madre.

Quando c’entra il dovere di accudire i propri figli

Fin qui la definizione del tempo lavorativo risulta chiara: assenze per malattia o a causa di infortuni sono definite quale tempo lavorativo che viene remunerato. Non è il caso quando si tratta di una visita medica o di una terapia, se non esistono accordi specifici nel regolamento del personale, tali assenze devono aver luogo fuori orario di lavoro. Inoltre il tempo lavorativo mancante deve essere recuperato. Ci sono delle eccezioni per persone con un orario fisso che devono essere sempre presenti, ad esempio nel caso di addetti alla reception.

Quando il figlio è ammalato, i genitori possono rimanere a casa, come una regolare assenza di malattia. „Persone che hanno il dovere di accudimento sono protette dalla legge“, spiega l’avvocato Sabrina Gremli. Ciononostante, nella pratica la situazione può diventare molto complicata quando una famiglia ha più di un figlio che si ammala.Così facendo si accumulano velocemente assenze e l’impiegato in questione può essere malvisto dal suo team. Oltre a ciò, le assenze causate dalla malattia di un figlio si aggiungono ai propri giorni di assenza, se la quantità di questi supera un mese all’anno, c`è il rischio che il datore di lavoro decida di diminuire i giorni di vacanza.

L’assenza senza colpa

La gran parte dei datori di lavoro concede agli impiegati delle giornate libere, se questi si sposano o devono traslocare. Lo stesso vale nel caso di funerali e di lutto concernente persone molto vicine. Ma secondo il codice delle obbligazioni non esiste nessun obbligo in merito.

Anche l’assenza senza colpa dell’impiegato non può essere attribuita al tempo di lavoro. Ad esempio, quando il suo rientro dalle vacanze è ritardato a causa di fattori ambientali straordinari.


Testo estrapolato dalla rivista „Context“ di SIC Svizzera, 6/2018 e tradotto da Peter Jankovsky.

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